Si racconta di reperti romani, di un monastero medievale e persino di un’esplosione di farina di castagne in tempo di guerra. Risalente al XII secolo, la casa fu dimora di caccia di un Conte di Lombardia e, in seguito, della famiglia Lambruschini.
Nel 2007 Simon Turner intraprende un viaggio per riportare in vita questa tenuta storica. L’edificio viene restaurato con cura, trasformandosi in una dimora accogliente per la famiglia e gli amici. Le viti affondano le loro radici in questa terra da generazioni, e i vecchi appezzamenti di Sangiovese, piantati negli anni Cinquanta, ancora oggi esprimono tutto il loro straordinario potenziale. Riportati con dedizione al pieno equilibrio, questi vecchi vigneti costituiscono oggi l’anima del nostro Sangiovese in purezza, Saregio.
Con esperienza italiana e una visione internazionale, Tenuta Casucci ha visto importanti investimenti nel corso degli anni. Un’efficiente cantina sorge nel cuore dei sei ettari della tenuta dedicati ai vigneti. Accanto al vigneto storico Casavecchia, nel 2016 è stato impiantato il vigneto Casucci, dedicato al Cabernet Franc, da cui nasce Perlavetta. Successivamente sono stati impiantati Le Vaglie nel 2022, con Sorgente a seguire nel 2027. Ogni vigneto possiede un carattere unico, dedicato al vitigno più adatto, affinché le sue qualità distintive possano esprimersi pienamente nella vinificazione.
“Mi sono innamorato di Casucci in una giornata di pioggia battente, diciassette anni fa. Anche sotto il diluvio, capii che era un luogo speciale. Da allora abbiamo vissuto il viaggio della creazione di vini straordinari. Abbiamo imparato moltissimo, riso tanto, commesso errori e imparato ancora. Continuiamo questo percorso e, a ogni vendemmia, compiamo un passo sempre più deciso verso l’eccellenza. Sono immensamente orgoglioso di ciò che stiamo facendo, ma per me è qualcosa di più. Tenuta Casucci è un luogo antico, ricco di storie. Ora anche il nostro vino ne fa parte: è al tempo stesso celebrazione e sintesi di questa storia.”
SIMON TURNER

Simon Turner e Justin Abbott condividono un’ambizione profonda per Tenuta Casucci, per il team e per i suoi vini. Le loro carriere diverse e di successo li hanno preparati a questo percorso, fornendo un approccio analitico e una sete di conoscenza, in senso metaforico e letterale, che si riflette nei vini. Amici di lunga data dai tempi dell’Università di Oxford, con forti legami con l’Italia, collaborano in modo stretto, uniti dal rispetto reciproco, da una sana dose di ironia e da grande pazienza.
Guidati dalla nostra rinomata Enologa Cecilia Leoneschi, ci impegniamo a catturare la vera essenza di Tenuta Casucci. Un approccio a basso impatto è al centro del nostro lavoro, per preservare l’espressione autentica del terroir e il pieno potenziale di ogni vitigno. Crediamo che l’eccellenza risieda nella sfumatura. Ogni gesto è compiuto con cura meticolosa; ogni dettaglio riceve la massima attenzione. Onoriamo la tradizione vitivinicola toscana, accogliendo l’innovazione solo quando arricchisce realmente il nostro lavoro. La produzione rimane naturalmente limitata, garantendo maturazioni omogenee ed espressioni coerenti. Ogni bottiglia è testimonianza della nostra terra.


Siamo orgogliosi di aver riunito un team locale di grande talento e dedizione. Accanto a Cecilia Leoneschi lavorano l’assistente enologa Giada Sani e l’agronomo Donato Ciofini. Fondamentali nella gestione dei vigneti e della tenuta sono Jeremy D’Netto e Diego Righi.
Tenuta Casucci non è solo radicata nella storia, ma è profondamente legata alla comunità locale. La tenuta continua a svolgere un ruolo centrale nella vita del territorio, ospitando, ad esempio, il tradizionale pranzo annuale dei cacciatori, una vera celebrazione della cultura toscana. Ci consideriamo custodi della terra, impegnati a rispettare l’ambiente e a preservarne la bellezza naturale per le generazioni future.




